Relazioni a distanza e giornate no.

Oggi è una giornata no, di quelle giornate che ti fanno male dentro e fuori.
E’ una di quelle giornate in cui vorresti chiudere con il mondo intero, mettere pausa e non sapere se il tempo passa o non passa.
E’ una di quelle giornate in cui un qualsiasi tipo di emozione ti può fare piangere, pensi ad una cosa e piangi, ti manca una cosa e piangi.
Qualsiasi cosa potenzialmente ti fa piangere, ed il grosso problema è poi smettere di piangere.

Oggi è una di quelle giornate in cui le relazioni a distanza mi fanno schifo e mi fa schifo anche un poco il mondo.

 

E’ una di quelle giornate in cui vorrei lanciare qualcosa per aria e spaccare mezzo mondo, solo per il gusto di sfogarmi e basta.
E’ una di quelle giornate in cui gli occhiali da vista si appannano, e non sai come scrivere, studiare, fare quello che devi fare.
E’ una di quelle giornate che crea un piccolo vuoto, che diventa sempre più difficile da colmare.
Sono il classico tipo di persona che nei momenti di crisi non deve esser lasciata da sola con se stessa, sono il mio peggior nemico, la prima a boicottarmi da sola.
Il mio primo hater, sono io.
Le giornate no, nelle relazioni a distanza, esistono e fanno male, come un coltellata non netta, una di quelle coltellate leggere.
Il dolore si va ad ampliare man mano il coltello viene conficcato più in profondità.
La distanza amplifica le emozioni, positive o negative che siano ed io ancora non ho trovato una soluzione.
Non sono mai stata brava a gestire le emozioni, ho sempre cercato di sfogarmi e scrivere quello che penso.
Come si comunicano queste cose? Come si capisce cosa fare?

Quando l’unica cosa che vorresti fare è salire su un aereo, ma non puoi ed è un fottuto circolo vizioso.

Fanculo.

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